Centrali idroelettriche delle Mesce, di San Dalmazzo di Tenda

1. Sito delle Mesce: su un tratto in piano della strada di Casterino, il lago artificiale delle Mesce è contenuto da un’alta diga in un paesaggio boschivo.
2. Centrale di San Dalmazzo: al fondo della valle Roya, costeggiata dalla strada e dal fiume
3. Centrale di Paganin: in una gola rocciosa del Roya, costeggiata dalla strada e dal fiume.


Periodo XX secolo

Accessibilità No

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L’utilizzo dell’energia delle cascate del bacino superiore del Biogna (affluente del Roya) per la produzione di energia idroelettrica è stato oggetto di una strategia e di un lavoro notevole prima della prima guerra mondiale.

L’installazione di una prima turbina a valle di Casterino è stata motivata dal fabbisogno energetico della miniera di Vallauria. La società Elletro Mineraria iniziò la costruzione della centrale elettrica delle Mesce, che fu messa in funzione intorno al 1918-19.

La diga delle Mesce, la più alta delle Alpi Marittime, a 1369 m di altitudine, è la chiave del sistema. Fu commissionata nel 1917 ed è alimentata da otto laghi d’alta quota dotati di valvole per la regolazione delle riserve, sette dei quali sono stati innalzati per aumentarne la capacità. Si tratta di una diga a gravità in muratura alta 77 m, con frutti significativi sul lato a valle e bugnato sulla metà superiore. Fornisce alla centrale elettrica di San Dalmazzo di Tenda una condotta forzata quadrupla da 720 m di dislivello.

I lavori di costruzione della centrale di San Dalmazzo iniziarono nel 1910 e si conclusero nel 1914, ma il bacino di contenimento del lago delle Mesce che la rifornisce fu messo in uso solo nel 1917. La produzione di questo impianto ha contribuito in particolare all’elettrificazione della ferrovia Cuneo – Ventimiglia.

Il doppio edificio si estende tra la RD 6204 e le pendici del pendio dove scendono le condotte forzate. La grande sala turbine si trova a nord e l’imponente edificio operativo di cinque piani a sud.
Il basamento (piano basso, che recupera il pendio longitudinale del sito) ha un rivestimento in pietra bugnata. Particolare attenzione è stata dedicata ai dettagli della decorazione modernista.

La centrale elettrica di Paganin fu completata nel 1917 e messa in funzione poco dopo.

La costruzione, situata in un sito angusto in fondo ad una gola rocciosa tra il pendio e la strada, si trova contro la valle di Paganin, che fino al 1947 segnava il confine italo-francese. La volontà degli italiani era quella di utilizzare l’acqua delle Mesce un’ultima volta sul territorio nazionale, con la massima altezza di caduta possibile. L’acqua captata a San Dalmazzo di Tenda è diretta verso la centrale di Paganin prima di essere restituita alla Roya, sull’antico confine, dove era immediatamente captata per alimentare la centrale francese di Fontan.

Il piccolo edificio di Paganin riprendeva alcuni elementi architettonici della centrale di San Dalmazzo senza averne le dimensioni e gli ornamenti.

Condizioni di visita

1. Sito delle Mesce: lungo la RD 91 che si prende a San Dalmazzo di Tenda dalla RD 6204

2. Centrale di San Dalmazzo: lungo la RD 6204 a sud di San Dalmazzo

3. Centrale di Paganini: lungo la RD 6204 a sud di San Dalmazzo.

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Ulteriori informazioni

Bibliografia

  • Braun Michel, L’électricité dans le Haut Pays Magazine Le Haut-Pays n°18, Les Editions du Cabri, Breil-sur-Roya, 1990.
  • Giusto Jacques, Tende : L’avènement de l’électricité Magazine Le Haut-Pays n°64, Les Editions du Cabri, Breil-sur-Roya, 2005.
  • Collectif, Laissez-vous conter l’hydroélectricité en Roya-Bevera, ADTRB, Sospel, Non daté.
  • Collectif, Paysages apprivoisés, Empreinte de l’homme sur la nature d’hier à aujourd’hui, en Roya et Bevera, Carnet d’exposition, ADTRB, Sospel, Non daté.