La Vetreria di Vernante nacque nel secondo dopoguerra: la costruzione dello stabilimento iniziò nel 1946 e la produzione prese avvio pochi anni dopo. La scelta di Vernante era legata anche alla presenza, nelle vicinanze, di cave di silice, materia prima fondamentale per la produzione del vetro. Lo stabilimento crebbe rapidamente: al primo forno ne venne affiancato un secondo a tre “macchine”, cioè dotato di tre piani di rulli che spingevano il vetro al piano di taglio e consentivano la produzione di più spessori dai 2 ai 6 mm, contemporaneamente, raddoppiando la produttività. La Vetreria divenne così una presenza importante per l’economia e la comunità locale, dando lavoro a numerose famiglie della valle. Con lo sviluppo dell’azienda, parte della produzione e delle attività venne progressivamente trasferita nel nuovo stabilimento di Cuneo, mentre l’impianto di Vernante continuò a operare con dimensioni ridotte.
Dopo decenni di progressiva dismissione, il complesso industriale è stato quasi interamente demolito nel 2023, lasciando come unici testimoni dell’antica fabbrica le due grandi ciminiere. Alte rispettivamente 69 e 54 metri, queste strutture imponenti rappresentano ciò che resta del vecchio complesso produttivo della vetreria.
La loro conservazione ha richiesto un delicato e complesso cantiere di restauro e consolidamento, un intervento ingegneristico di altissimo livello che utilizza tecniche conservative d’avanguardia per preservare in sicurezza un così imponente simbolo del paesaggio industriale locale.
Questo fondamentale lavoro di salvaguardia è interamente finanziato dalla Fondazione CRC, e costituisce il punto di partenza per un più ampio progetto di recupero e valorizzazione nato dalla sinergia tra il Comune di Vernante, la Fondazione CRC stessa e il progetto europeo ALCOTRA “Vermenagna-Roya III”, guidato dal Comune di Borgo San Dalmazzo.